LA MANO DI GLORIA

Artist: IANVA
Label: Antica Fonografia Il Levriero
Tipologia: Digibook CD + Slipcase
Release Date: 02/06/2012
Genres: Chanson, Dark Cabaret, Italian, Italian Cabaret Melodrama, Martial, Neofolk, Neoclassical, Old Fashioned, Songwriter, Soundtrack

Personnel 
Mercy: voce, liriche, musiche, concepto (tratto dala trilogia “La Mano Di Gloria“), arrangiamenti, cori
Stefania T. D’Alterio: voce, cori
Fabio Carfagna: chitarra acustica, chitarra elettrica, musiche, cori
Francesco La Rosa: percussioni d’ogni sorta, programmazione macchine, musiche
Fabio Gremo: chitarra classica, musiche, orchestrazioni, arrangiamenti, cori
Beppe Spanò: pianoforte, mellotron, harmonium, cori
Azoth: basso elettrico
Davide La Rosa: fisarmonica, tablas, cori
Gianluca Virdis: tromba

Guests:
Volgar dei Xacrestiani (voce recitante ne “La Mano Di Gloria“)
Gerhard Hallstatt (voce in “Edelweiss“)
Frank Machau (voce in “Edelweiss“)
Gregorio Bardini (flauto, kena, whistle, cromorno, mizwab e ciaramella)
Claudia Ducalia (dilruba in “Canzone Dell’Eterna Aurora“)
Arthuan Rebis (pipes e bouzouki)
Simona Pala (cori in “Della Morte Me Ne Rido“)

Registrazioni a cura di: Andrea Torretta (Project Studios GE)
Masterizzazione: Nicola Fantozzi @Red Angela
Prodotto da: IANVA
Grafica: Dinamo Innesco Rivoluzione
Supervisione generale:
Massimo Bellucci per “Antica Fonografia Il Levriero”


Tracklist

 
 
1. Tempus Destruendi
2. Il Bello Della Sfida
3. Edelweiss
4. Alta Via
5. Sul Mio Sangue
6. L’Anarca
7. Portatori Del Fuoco
8. Le Stelle E I Falò
9. La Mano Di Gloria
10. Canzone Dell’Eterna Aurora
11. Della Morte Me Ne Rido
12. Ultima Stazione
13. Nell’Ora Dell’Addio


Concepto

Dopo la lunga, inesorabile discesa agli inferi di “Italia Ultimo Atto”, è tempo di rialzare la testa.
“La Mano Di Gloria” è la cronaca segreta, “vista dalla parte del cuore”, di una sollevazione che è allo stesso tempo popolare e aristocratica; che è ideazione di pochi, ma è votata alla liberazione di tutti. L’estremo colpo di coda di un paese disintegrato, eppure ancora capace di sorprendere.
Per ritrovare lo scenario di questa riscossa, è stato naturalmente necessario uscire dalla Storia ed entrare nella narrativa. Tratto dall’omonimo romanzo di Mercy, una saga in ben tre volumi, “La Mano Di Gloria” è un concept, ambientato in un futuro più che prossimo. Un’Italia e un’Europa da incubo, sotto il tallone di un’oligarchia “illuminata”. Un manipolo di temerari, diversissimi per origine e ideologia, ma accomunati da un destino inesorabile, che oseranno sfidare la potenza degli apparati scegliendo deliberatamente l’arma della sovversione estetica.
Il protagonista, in testa a una galleria di personaggi che rappresentano altrettante nemesi di un’epoca a un tempo melliflua e disumana, andrà incontro a un drammatico destino, come tutti gli sghembi eroi di Mercy. E sarà proprio questo, infine, il risvolto più fecondo della sua creazione.
La riduzione a concept album di quella che è una vera e propria saga, con intrecci e sottotrame di problematica resa, si concentra quindi sui personaggi principali della vicenda, sulle loro motivazioni e, da ultimo, sull’azione pura e sulla protagonista a monte di questo immaginifico affresco: l’Italia “eterna”, i suoi paesaggi e la sua arte, qui resi monumentali in un vuoto desolato con esiti prossimi alle suggestioni dell’arte metafisica.
Il risvolto sonoro dell’operazione è ancora una volta all’insegna dell’epicità con forti connotazioni marziali, che non teme di confrontarsi con la tradizione tutta italiana del melodramma. La novità è rappresentata dall’approdo a una dimensione fantastica, con risvolti visionari e inquietanti quali non si erano mai ritrovati nell’immaginario di IANVA, che giustifica le pur ben mediate incursioni in territori oscuri e psichedelici, molto più marcate che in passato.
Ben 73 minuti che, grazie all’ormai nota vocazione alla colonna sonora dell’ensemble genovese, non lasciano respiro.
L’effetto finale, inquietante e distopico, evoca “tecnologicamente” spettri vecchi di un secolo a guidare le danze di un’apocalisse prossima ventura che IANVA, tuttavia, pare auspicare quale dolorosissima, ma unica possibile via d’uscita da un tempo nel quale “è diventato semplicemente impossibile vivere”.

 Sold out. Mai ristampato

Note: l’album anticipava la trilogia libraria “La Mano Di Gloria” a opera di Renato “Mercy” Carpaneto, saga distopica. pubblicata l’anno successivo e sold out anch’essa.

 



Reviews

… Un concept-album bello da far male, un accorato squarcio di speranza che brilla come oro nel fango del nostro tempo, ‘La Mano Di Gloria’ è splendore del vero, la consacrazione della bellezza: 13 canzoni che tutte insieme formano un pamphlet di accenti duri e puri come il cristallo, vette inviolabili di musica baciata dal cielo… Gli IANVA hanno superato se stessi, l’estetica dell’azione ad essi cara è ridisegnata nei contorni di un fuoco nero che arde dentro, capace di forgiare sonorità che incalzano fra i pieni, gli adagi e i crescendo di un lessico interiore che ha lo stesso peso specifico di una rivoluzione culturale da abbracciare ora o mai più”.
(Aldo Chimenti – Rockerilla (I) -Summer 2012)

“Il corredo musicale che ne deriva è uno dei più alti e poderosi messi in campo: la passione folk torna prepotentemente alla pulsione marziale nonché ai suoi intimismi più agresti e crepuscolari, il tema sinfonico morriconiano più che mai epico è rivestito in frontali andature wave mediterranee e psichedeliche, la linea autorale, pur originandosi da De André e Walker, assume ora connotazioni intensamente autonome. Pregevoli “
(Stefano Morelli – Rumore (I) – 8/10 – Summer 2012)

“… Terzo album di questa splendida band genovese che cammina con passo marziale sulle strade del neo-folk figlio di Death In June e Current 93, contaminato però da rock, canzone d’autore, musica classica, colonne sonore e molto altro: tredici brani di sapore teatrale, all’insegna di un’enfasi mai stucchevole e di un’estrema attenzione per ogni dettaglio, caratterizzati da testi aulici e affascinanti a volte interpretati da/con Stefania D’Alterio. Ispirato all’omonimo romanzo del leader, ambientato in un prossimo futuro cupo e apocalittico, il nuovo concept del gruppo impone con vellutata energia la sua imponenza severa ma non opprimente, la sua profondità, le sue visioni ben sottolineate dalla magnifica confezione. Futili i paragoni con le precedenti prove, perchè a regnare è ancora la magia”
(Federico Guglielmi – Il Mucchio (I) – September 2009)

“… Magniloquenti tonalità morriconiane, esaltate al parossismo dai fiati, partecipi ancora nell’epos se possibile ancor più travolgente dell’appassionante ‘Edelweiss’, così come le attese sponde cantautorali toccate da ‘Alta via’ e ‘L’anarca’, l’essenza retro di ‘Sui mio sangue’ e ‘Canzone dell’eterna aurora’ sottolineata, come è usuale per IANVA, dalla bella voce della D’Alterio, cui è destinata anche ‘Le stelle e i falò’, dai pregiati intarsi di folk ancestrale, la descrittiva potenza di ‘Portatori del fuoco’, la marzialità noir di ‘Della morte me ne rido’. Ottimi.”
(Paolo Bertoni- Blow Up (I) -2012)