{"id":204,"date":"2020-06-21T21:42:16","date_gmt":"2020-06-21T19:42:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.illevriero.it\/new\/?page_id=204"},"modified":"2020-07-04T22:48:59","modified_gmt":"2020-07-04T20:48:59","slug":"testi-italia-ultimo-atto","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.illevriero.it\/new\/testi-italia-ultimo-atto\/","title":{"rendered":"TESTI &#8211; Italia: Ultimo Atto"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-cover has-background-dim\" style=\"background-image:url(http:\/\/www.illevriero.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/lyrics-e1592682894479.jpg)\"><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-center has-large-font-size\"><strong><span class=\"has-inline-color has-neve-button-color-color\">ITALIA: ULTIMO ATTO<span class=\"has-inline-color has-neve-button-color-color\"><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-large-font-size\"><strong><span class=\"has-inline-color has-neve-button-color-color\">Testi<\/span><\/strong><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"319\" height=\"299\" src=\"http:\/\/www.illevriero.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/IUA-e1592512132739.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76\" srcset=\"https:\/\/www.illevriero.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/IUA-e1592512132739.jpg 319w, https:\/\/www.illevriero.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/IUA-e1592512132739-300x281.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 319px) 100vw, 319px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<h4>&nbsp;<\/h4>\n<h4>&nbsp;<\/h4>\n<h4>DOV&#8217;ERI TU QUEL GIORNO?<\/h4>\n<p>C\u2019\u00e8 stato un tempo in cui la convinzione<br>Di non avere torti, ma un\u2019unica ragione<br>Fu pi\u00f9 diffusa nell\u2019aria dei pollini d\u2019aprile:<br>Una forza immaginaria, ma dubitarne era da vile.<\/p>\n<p>La presunzione, senza contraddittorio,<br>Di avere messo a punto il piglio necessario<br>Per risputare quei rospi che ci fecero ingoiare<br>Proprio dritti su quei loro grugni di latte andato a male.<\/p>\n<p>Dov\u2019eri tu quel giorno?<br>Ricordi o no?<br>Dov\u2019eri tu quel giorno?<br>Te lo dir\u00f2\u2026<br>Cantavi nel coro pi\u00f9 forte che mai<br>Senza incrinature, adesso lo sai.<br>Con toni d\u2019imperio la tua voce copriva<br>La mia che una qualche incertezza tradiva.<\/p>\n<p>Poi venne il giorno che dall\u2019alto d\u2019un balcone<br>Ci s\u2019intim\u00f2 di scegliere tra il pane ed i cannoni:<br>Se si fu fessi a tal punto da lasciare risposta al coro<br>Poi lo fummo doppiamente\u2026 A non esigerli davvero.<\/p>\n<p>Ora ch\u2019\u00e8 chiaro, lampante come il sole<br>Che tutto quel drizzare di gobbe fu un\u2019orgia di parole<br>C\u2019\u00e8 ressa per offrire servizio a chi forza l\u2019ha sul serio<br>Puntuali come quei treni che arrivavano in orario.<\/p>\n<p>Dov\u2019eri tu quel giorno?<br>Che \u00e8 ieri poi\u2026<br>Dov\u2019eri tu quel giorno?<br>Puoi dirlo, vuoi?<br>Su un nuovo spartito spalanchi la bocca<br>Un ciclo \u00e8 esaurito e sotto a chi tocca!<br>Fratelli di ieri gi\u00e0 oggi da odiare,<br>Ma ancora la spunta il pi\u00f9 lesto a cantare\u2026.<\/p>\n<p>\u201cMa io che forse tra i fessi ero il pi\u00f9 fesso<br>Qualcosa da ridire lo avrei di nuovo adesso:<br>Ad accorrere festanti in soccorso a chi gi\u00e0 vince<br>Ci si mette addosso un gran brutto cencio<br>Che nei secoli non stinge<br>Non stinge\u2026<br>Non stinge\u2026\u201d<\/p>\n<p><\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n<h4>&nbsp;<\/h4>\n<h4>GALLERIA DELLE GRAZIE<\/h4>\n<p>Ventidue ottobre del \u201942: compivo sedici anni.<br>Sera assediata da un nero scirocco carico di malanni.<br>Scirocco \u00e8 la voce sbagliata d\u2019un mare<br>Che si ripensa inchiostro,<br>E\u2019 il cielo di piombo propizio al rapace<br>Che va preparando il rostro,<\/p>\n<p>E\u2019 gi\u00e0 troppo tardi quando la sirena<br>Ci gela in gola una misera cena,<br>Latrando il suo allarme da anima in pena.<\/p>\n<p>Con lo stesso svelto sciamare dei ratti<br>Che puntano un pertugio<br>Andiamo a stiparci in quel tunnel infame<br>Che chiamano \u201crifugio\u201d.<br>Lo schianto assordante, il buio ha un conato,<br>Il mondo si capovolge<br>Su un mare di urla mi sento scagliato,<br>Poi il nulla mi travolge.<\/p>\n<p>Non so dopo quanto riacquisto nozione<br>D\u2019esserci interamente;<br>Prendo a strisciare su corpi smembrati,<br>Risalgo una corrente<br>Che sa di zolfo e metallo combusto,<br>Che sa di mattatoio<br>E se per met\u00e0 riconquisto la vita<br>Per l\u2019altra resto e muoio.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 quella voglia che avrei di guardare<br>Negli occhi gli anonimi eroi che mi pare<\/p>\n<p>Abbian pensato di dar contributo<br>A questo bombardamento<br>Facendo luce al momento opportuno<br>Durante l\u2019oscuramento.*<\/p>\n<p>E poi che stile quei \u201cliberatori\u201d!<br>Da ricchi, da gran spreconi<br>Se per colpire una mezza caserma<br>Spianano sei rioni\u2026<\/p>\n<p>Ma dalle macerie riguadagno la notte,<br>Sto qui a riveder le stelle<br>Con occhi che sento rinati in quest\u2019ora,<br>Con gli occhi d&#8217;un ribelle.<\/p>\n<p><\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n<h4>&nbsp;<\/h4>\n<h4>NEGLI OCCHI D&#8217;UN RIBELLE<\/h4>\n<p>Negli occhi d\u2019un ribelle non c\u2019\u00e8 solo la fiamma<br>Che la collera vi accende tra uno sdegno e una condanna.<br>Vi s\u2019affaccia, talvolta, come il sole tra i nembi<br>Un veloce passaggio di fantasmi ridenti<br>Come i giochi di ragazzi che chiassavano le corti<br>Nei pi\u00f9 limpidi vespri che memoria ricordi.<\/p>\n<p>Occhi che guardano a te, ansiosi di dare una scossa,<br>Persuasi che il mondo non voglia null\u2019altro che gioia e sommossa,<br>Ben certi che il capo chinato sia sempre tra i mali il peggiore,<br>Ma lustri di chi se n\u2019\u00e8 andato, avendo gettato un amore,<br>Chiss\u00e0 poi perch\u00e9\u2026<\/p>\n<p>Negli occhi d\u2019un ribelle c\u2019\u00e8 un andare di ombre<br>Come d\u2019un ripensamento che sorprende e confonde,<br>Quasi come temesse di non reggere l\u2019impatto<br>Di quel dono tremendo che le stelle gli hanno fatto,<br>In quegli occhi, dicevo, c\u2019\u00e8 un\u2019ostinazione antica<br>Che \u00e8 la muta cocchiera d\u2019una scelta di vita.<\/p>\n<p>Vita che nasce giocata, con asso di coppe, la morte:<br>La minima pena annunciata per chi va pi\u00f9 in alto e pi\u00f9 oltre,<br>L\u2019eterna sentenza che \u00e8 in uso per l\u2019imperdonabile dolo<br>Di avere il contagio diffuso della tentazione del volo.<\/p>\n<p>Sebbene sia raro talvolta arriva a insidiare i poteri<br>E allora oggi tutti a lisciare le mani pestategli ieri,<br>Si schiudono porte a palazzo e cosce di belle signore,<br>Ma solo quando la vittoria parrebbe questione di ore,<br>E in tutte le guerre civili, in tutti gli scontri di piazza<br>Collidono le ideologie e s\u2019alza quell\u2019unica razza<br>Di illusi, romantici e fessi tagliati per bara o prigione,<br>Nei secoli sempre gli stessi, motori di un\u2019evoluzione<br>Che li negher\u00e0\u2026<\/p>\n<p><\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n<h4>&nbsp;<\/h4>\n<h4>LUISA FERIDA<\/h4>\n<p>Veste sobrio la donna che vedi,<br>Ma l\u2019ectoplasma d\u2019un vestito in lam\u00e9<br>Pare le snudi ancora la schiena<br>Offerta agli sguardi in tante soir\u00e9es.<br>La metti a fuoco nella luce livida<br>Da imposte serrate di stanza d\u2019hotel,<br>Ma non vuol negarsi quest\u2019ultima scena,<br>La posa finale che \u00e8 gi\u00e0 scritta perch\u00e9\u2026<\/p>\n<p>Lei \u00e8 Luisa, Luisa Ferida<br>La pi\u00f9 amata di Cinecitt\u00e0.<br>La Ferida, Autarchica Diva<br>Che la sua platea dimenticher\u00e0\u2026<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 scordare<br>Giorni pi\u00f9 fulgidi di cento solleoni<br>Viverli senza bruciare:<br>La pi\u00f9 imperiale delle allucinazioni.<br>Le cavalcate<br>Nella tenuta, coca party al Copped\u00e9,<br>Femmina Italia<br>Verso il futuro su due alte d\u00e9collet\u00e9es&#8230;<\/p>\n<p>Nuovo copione: un ruolo infamante,<br>La controfigura le ruba la scena<br>Seppur non ha colpe, non \u00e8 rilevante:<br>Per chi troppo ha avuto, niente sconti di pena.<br>Simbolo d\u2019anni sin troppo ruggenti<br>Non c\u2019\u00e8 alcun bisogno di verit\u00e0<br>Ancora una parte da Fedele d\u2019Amore<br>Al ciak di commiato del caricatore\u2026<\/p>\n<p>Sfila l\u2019anello<br>E nel baule ha gi\u00e0 riposto l\u2019astrakan.<br>Non resta che quello<br>Perdere tutto come fosse un baccarat\u2026<br>Il banco vince,<br>Gi\u00e0 vede scorrere i suoi titoli di coda,<br>Scherma i suoi occhi<br>E resta avvinta a una menzogna che l\u2019inchioda\u2026<\/p>\n<p>Lei \u00e8 Luisa, Luisa Ferida,<br>Indossa il grigio di pioggia in citt\u00e0,<br>Guardala ancora un istante da viva:<br>Sei l\u2019operatore che l\u2019inquadrer\u00e0<br>Tocca a te\u2026<br>Tocca a te\u2026<br>Tocca a te\u2026<\/p>\n<p>Leggi l\u2019accusa, ecco il tuo film<br>Leggi l\u2019accusa, ecco il tuo film<br>Leggi l\u2019accusa, ecco il tuo film!<br>\u2026 Smonta il set<\/p>\n<p><\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n<h4>&nbsp;<\/h4>\n<h4>BORA<\/h4>\n<p>Sento echi d\u2019un festeggiamento<br>Li sta portando il vento,<br>Tra poco giunger\u00e0.<br>\u201cLoro\u201d stanno ballando il Kolo,<br>N\u00e9 stile, n\u00e9 decoro, ma gran vitalit\u00e0.<\/p>\n<p>La dottrina supporta il livore,<br>La maniera per ben iniziare<br>Pensan sia quella di cancellare<br>Le tracce di Storia passata di qua.<\/p>\n<p>Certo che hanno un conto aperto,<br>L\u2019ideologia \u00e8 uno scarto<br>Per chiuderlo per\u00f2\u2026<br>Io credo almeno in ci\u00f2 che vedo<br>Porta una firma il modo<br>Di chi ridisegn\u00f2<br>Con lavoro tenace e paziente<br>L\u2019aspra terra che \u00e8 Soglia D\u2019Oriente:<br>Resta sempre Latina la gente<br>Che il vento e la pietra del golfo dom\u00f2.<\/p>\n<p>Vennero dalle selve con passo da pastori,<br>Con piani quinquennali e nuovi tricolori,<br>Con una sola stella dove fu l\u2019Orsa Fiumana:<br>Li avemmo dentro casa in una settimana.<\/p>\n<p>Bora su Zara, Fiume e Pola<br>Aleggia una parola<br>Che ognuno tacer\u00e0:<br>Foiba, quella parola \u00e8 Foiba<br>C\u2019\u00e8 chi la trova eroica<br>E che sa di libert\u00e0.<br>Cadi gi\u00f9 senza fare rumore,<br>Neanche male come sepolture:<br>Resti in grembo a Madre Natura<br>E pensa che in Patria c\u2019\u00e8 chi applaudir\u00e0\u2026<\/p>\n<p>Vennero dentro i borghi<br>Mettendo un nuovo vestito<br>Di dogmi altisonanti<br>Su un odio assai pi\u00f9 antico.<br>E in ogni cuore esule risferzer\u00e0 la bora,<br>Invecchiammo di cent\u2019anni<br>E fu in un\u2019ora sola.<\/p>\n<p>Via Roma \u2013 Nikad Doma<br>Via Roma \u2013 Nikad Doma<br>Via Roma \u2013 Nikad Doma\u2026<\/p>\n<p><\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n<h4>&nbsp;<\/h4>\n<h4>IN COMPAGNIA DEI LUPI<\/h4>\n<p>Cos\u2019\u00e8 che rende un servo pi\u00f9 fedele?<br>Qualcuno crede sia l\u2019estro del padrone,<br>Per me si tratta di pezze sul sedere,<br>Non di carota, certo, n\u00e9 di bastone.<br>L\u2019essere vedova con tre figli sulla groppa<br>Rappresenta, almeno credo<br>Un incentivo a fare un po\u2019 la bocca<br>A certe porcherie che vedo.<br>E non nego che solo il fingere<br>Di non vedere e non sentire,<br>Per lo sbarco del lunario<br>Costituisca un buon pontile.<\/p>\n<p>Ma\u2026 Ci tengo molto a fartelo sapere<br>Nelle stanze dove si svagano i \u201csignori\u201d<br>Non entro se non per pulire.<br>Perci\u00f2\u2026 Da me<br>Non aspettarti aneddoti bavosi<br>Da madre non dovrei neanche immaginare<br>Che esistano simili cose<br>Per\u00f2\u2026<\/p>\n<p>Succede che stasera sia gran festa<br>Nella villa a Torvajanica,<br>Quella gran dama dall\u2019aria principesca<br>Cala i suoi assi dalla manica:<br>Una valanga di polverina bianca,<br>Sgualdrinelle compiacenti,<br>Per il ministro, il presidente della banca<br>E altri autorevoli clienti.<br>E non c\u2019\u00e8 nulla che senza remore<br>Queste non siano disposte a fare,<br>Vagheggiando di carriere<br>Nello struscio col Potere.<\/p>\n<p>Ma\u2026 Nel mentre ho altro champagne da servire,<br>Una che vuol spiccare tra le altre<br>Decide che deve strafare.<br>E che fa?\u2026 Ridendo, si alza,<br>Prende un fiato e poi si china<br>Col naso dentro al mucchio della coca:<br>Si gioca la pelle quell\u2019oca!<br>Infatti poi \u2026 Di colpo sbianca,<br>Scalcia e annaspa in cerca d\u2019aria,<br>E si schianta a faccia in gi\u00f9<br>Diventando tutta blu\u2026<\/p>\n<p>Cos\u00ec\u2026 Si traina fuori quella sciagurata:<br>C\u2019\u00e8 il bagnasciuga giusto a 4 passi,<br>In fondo, dicono, se l\u2019\u00e8 cercata\u2026<br>Per cui\u2026 Sar\u00e0 uno scherzo per la cricca il rimediare<br>Un confratello medico legale<br>Che attesti di un incauto pediluvio,<br>Ahim\u00e9 letale!<\/p>\n<p>Di certi stomaci \u00e8 arduo immaginare<br>Fino a che punto siano irsuti.<br>Mentre rientriamo mi sorprendo a osservare<br>Che sono in compagnia dei lupi\u2026<br>E adesso temo che per levarceli di dosso<br>E vederli tutti appesi,<br>Al confronto i vent\u2019anni di quegli altri,<br>Sembreranno pochi mesi.<\/p>\n<p><\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n<h4>&nbsp;<\/h4>\n<h4>PASIONARIA<\/h4>\n<p>Dovessi aggettivare il ricordo che ho di te,<br>Invernale, direi, e sapresti il perch\u00e9.<br>Anni foschi in bianco e nero che gelavano addosso,<br>Oggi a scuola, domani in un fosso.<br>Sarebbe stato opportuno abbassare lo sguardo:<br>Costa caro il rispetto di s\u00e9\u2026<\/p>\n<p>Reducismo \u00e8 quel mestiere<br>Che non mi s\u2019addice ancora,<br>Ricordarti \u00e8 sanguinare<br>Come, quanto e pi\u00f9 di allora.<br>Malinconici meriggi consumati troppo presto<br>Per le nostre discussioni, figurarsi per il resto\u2026<\/p>\n<p>Giocai tra le pozzanghere, tra palazzi in costruzione<br>Crebbi senza la tua educazione.<br>E quel mio rimorso incredulo nasce solo da questo:<br>Proprio io tuo cattivo maestro!<br>Troppi libri scambiati con urgenza incendiaria<br>E quel nome per te: Pasionaria.<\/p>\n<p>Ma vorrei poterti dire<br>Che ora so che c\u2019era amore<br>Resisteva ancora, in fondo,<br>Un qual fossile pudore<br>Che da solo pu\u00f2 insinuare<br>Tra due corpi con scadenza<br>Il respiro d\u2019un Eterno<br>Di cui oggi si fa senza.<\/p>\n<p>Andasti fino in fondo al nostro viale ventoso<br>Con quello stile tuo, volenteroso,<br>Forse solo alla mia ignavia devo l\u2019essermi salvato<br>Dal destino che ti fu assegnato.<br>La stagione impazzita, la tua estate di piombo,<br>Si doveva toccare quel fondo?<\/p>\n<p>Come sparo nella notte<br>Che v\u2019attinga il mio disprezzo<br>Per voi che reggeste i fili<br>Per pontificare adesso<br>Dopo averci vellicato<br>Quando si mordeva il freno<br>E per la Ragion Di Stato<br>Che fa dire: \u201cUna di meno\u2026\u201d<\/p>\n<p><\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n<h4>&nbsp;<\/h4>\n<h4>PIAZZA DEI CINQUECENTO<\/h4>\n<p>Chiss\u00e0 se esiste nulla che<br>Abbia pi\u00f9 gran tedio di s\u00e9<br>Di una piovosa domenica italiana.<br>Se poi \u00e8 gi\u00e0 sera, ed \u00e8 novembre<br>Con il crepuscolo che scende<br>Su questa guazza metropolitana,<br>Pi\u00f9 ancor rimpiango le veglie attorno ai fogol\u00e0r&#8230;*<\/p>\n<p>All\u2019oste l\u2019ho dovuto dire:<br>\u201cSei ancora in tempo per fuggire\u201d,<br>E lui temeva che fosse per la cena!<br>Di Vecchia Italia onesta scorza,<br>Anch\u2019egli ignora la sua forza<br>E il suo affetto mi d\u00e0 una dolce pena.<br>Ma il vino suo denso sa sempre scaldarmi il cuore&#8230;<\/p>\n<p>Testimoniare verit\u00e0:<br>Null\u2019altro resta ormai da dire,<br>Vorrei il coraggio di una fede,<br>O emanciparmi da vilt\u00e0,<br>Dalla paura di morire<br>Come sa solo far chi crede.<br>Ma sotto un disperato cielo<br>Ci\u00f2 che mi spinge adesso a uscire<br>S\u00e0 ancora d\u2019empiet\u00e0, e spero<br>Avr\u00f2 nuove cristianit\u00e0<br>Dal clandestino mio Dies Irae,<br>Perch\u00e9 anche l\u00ec vi \u00e8 Piet\u00e0 e Amore&#8230;<\/p>\n<p>Mi \u00e8 caro il gergo popolare,<br>Il puerile senso dell\u2019onore,<br>La sua allegrezza, la tragica incuranza.<br>Vi \u00e8 ancora un senso, una passione,<br>Vi sopravvive una nazione<br>Con residuale, sfrontata appartenenza.<br>Non so per quanto, ma meglio di voi, di me&#8230;<\/p>\n<p>Forse a guardare troppo in l\u00e0<br>Mi ritrovai gli occhi feriti,<br>E un balsamo vorrei, o un figlio.<br>O un\u2019innocenza che berrei<br>Come tra giovani banditi<br>Belli e cari agli Dei.<br>E prego<br>Mi si traghetti oltre la notte<br>Lungo i canali delle vie,<br>Fino alla quiete che<br>Concede lo stolto tempo che gli Dei<br>Li ha trasformati in malattie,<br>Febbri dei giorni miei&#8230;<\/p>\n<p>Hai gi\u00e0 cenato?<br>Perch\u00e9 mi dai del Lei?<\/p>\n<p>\u201cChe famo, annamo?\u201d<\/p>\n<p><\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n<h4>&nbsp;<\/h4>\n<h4>L&#8217;ESTATE DEI SILENZI<\/h4>\n<p>Archiviata tetra decade<br>Con pirotecnia finale<br>Venne un\u2019altra volta estate<br>Come scimmia che ti assale,<br>Ti entra nei puberi reni<br>E li fa luce del mondo,<br>Come al tempo dei Tirreni<br>Ogni viaggio ha un mare in fondo.<br>E fu etrusco il nostro mare<br>E misterico quel viaggio,<br>Negli affreschi di Tarquinia<br>Tersi riti di passaggio.<br>Di quel mondo ancora giovane<br>Era come avere scorto<br>Circolar fragrante sangue<br>Da quest\u2019evo vizzo e storpio.<\/p>\n<p>Poi avremmo deposto grati<br>La sporta degli Eroi<br>Ormai ridotta ad un fardello di porfidi.<br>Non proprio riconciliati<br>Ma un po\u2019 pi\u00f9 attenti a noi:<br>Avere stile \u00e8 libert\u00e0.<\/p>\n<p>Ci saremmo poi dannati<br>Per il nostro scarso fiuto:<br>Nella noncuranza endemica<br>Non s\u2019\u00e8 mai riconosciuto<br>Lo spietato sguardo neutro<br>Che riserva la natura<br>Alle agonie e agli affanni<br>D\u2019ogni buona sua creatura.<br>Per non aver udito al fondo<br>Di diuturne sonnolenze<br>Echi di caverne e forre<br>E di pi\u00f9 spettrali essenze.<br>E in quel vitalismo greve<br>Che un po\u2019, infondo, ci compiace<br>Come non scovarci acre<br>Il sentore della strage?<\/p>\n<p>Ma vampa d\u2019agosto, il servo,<br>In mezzo al crocevia d\u2019una stazione<br>Apostrofava gli immemori<br>Che c\u2019\u00e8 sempre un bastone in serbo,<br>Che atlantica afasia<br>La chiameremo Libert\u00e0<br>(Sar\u00e0 la nostra \u201clibert\u00e0\u201d)<\/p>\n<p><\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n<h4>&nbsp;<\/h4>\n<h4>ITALIA: ULTIMO ATTO (EPILOGO)<\/h4>\n<p>Chiaro ch\u2019\u00e8 andata cos\u00ec: un paese da vomito!<br>A tal punto sconfitto<br>Che il non darsi pi\u00f9 limiti<br>Lo ritiene un diritto,<br>E intanto, sopra di noi,<br>E\u2019 tutto un raspare di sciacalli,<br>Tutto un darsi di gomito.<br>Per quanto avvezzi ai talloni<br>Non potremmo trovarci peggiori padroni<br>Di quelli che abbiamo gi\u00e0.<\/p>\n<p>Se inizi a sputare dove hai fino a oggi mangiato<br>Ti unisce un sollievo che abbiamo gi\u00e0 sperimentato,<br>Vieppi\u00f9 faticato e insapore quel piatto, del resto,<br>Comunque ci dicono sia revocabile presto,<br>Anzi, forse lo \u00e8 gi\u00e0.<\/p>\n<p>Fuoco<br>Non ne troverai a sufficienza<br>Per domare questa pestilenza<br>Nemmeno negli astri, nemmeno negli abissi terrestri.<br>Italia la gran cortigiana<br>Con corona di vette innevate<br>Che puoi rimirar da lontano<br>Come un\u2019aquila con le ali inchiodate.<br>E sentire onorar la bandiera in certe bocche \u00e8 cosa nauseante:<br>Con tutti quei morti sul gozzo sventoler\u00e0 sotto un fiato pesante.<\/p>\n<p>Ma come siamo giunti fin qui?<br>Non mi riesce di crederci!<br>Proprio come i cornuti<br>Sempre messi al cospetto di fatti compiuti,<br>Poi bestemmia, se vuoi.<br>Antiche scaltrezze da servi da un po\u2019 non ci aiutano<br>E non \u00e8 sorprendente che in assenza di quelle non resti pi\u00f9 niente<br>Da giocarci per noi.<\/p>\n<p>Attendi una resa dei conti che non giunge mai,<br>Ma come aspettarsi riscosse da simili buoi?<br>Al limite ognuno compila una lista mentale<br>Di veri o presunti bastardi a cui farla pagare\u2026<br>Se quel giorno verr\u00e0.<\/p>\n<p>Vuoto<br>Non si cessa mai di cadere,<br>Ogni volta c\u2019\u00e8 un male minore<br>Che devi ingoiare<br>Fino al prossimo d\u2019un grado peggiore.<br>E ci\u00f2 che \u00e8 uno stupro abituale<br>Ci convincono sia un compromesso,<br>Patriota lo resto, per\u00f2, quando sto con me stesso.<br>Vivo uno stato ideale tra i muri della mia stanza,<br>Invocare il sipario \u00e8 normale, se una farsa \u00e8 durata abbastanza.<\/p>\n<p><\/p>\n<p><\/p>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; DOV&#8217;ERI TU QUEL GIORNO? C\u2019\u00e8 stato un tempo in cui la convinzioneDi non avere torti, ma un\u2019unica ragioneFu pi\u00f9 diffusa nell\u2019aria dei pollini d\u2019aprile:Una forza immaginaria, ma dubitarne era da vile. La presunzione, senza contraddittorio,Di avere messo a punto il piglio necessarioPer risputare quei rospi che ci fecero ingoiareProprio dritti su quei loro&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.illevriero.it\/new\/testi-italia-ultimo-atto\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">TESTI &#8211; Italia: Ultimo Atto<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_uag_custom_page_level_css":"","advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":"","kk_blocks_editor_width":"","_kiokenblocks_attr":"","_kiokenblocks_dimensions":"","neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"off","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":""},"class_list":["post-204","page","type-page","status-publish","hentry"],"featured_image_src":null,"featured_image_src_square":null,"uagb_featured_image_src":{"full":false,"thumbnail":false,"medium":false,"medium_large":false,"large":false,"1536x1536":false,"2048x2048":false,"ab-block-post-grid-landscape":false,"ab-block-post-grid-square":false,"neve-blog":false},"uagb_author_info":{"display_name":"Il Levriero Staff","author_link":"https:\/\/www.illevriero.it\/new\/author\/il-levriero-staff\/"},"uagb_comment_info":0,"uagb_excerpt":"&nbsp; &nbsp; DOV&#8217;ERI TU QUEL GIORNO? 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